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VACANZE IN ARRIVO, È FEBBRE DA CAMPO ESTIVO

Scuole chiuse, ma genitori al lavoro. Scatta la corsa al campo estivo: dai campi avventura in spazi immersi nella natura  a quelli per imparare l’inglese, fino ai corsi di vela, dall'equitazione e cucina per piccoli chef alle settimane a contatto con gli animali, fino alla scoperta dei segreti per relazionarsi con i cani di casa, senza contare i moltissimi realizzati dai soggetti pubblici e privati che operano nelle città. Noi alla Filanda proponiamo un percorso divertente ed educativo all’insegna della scoperta dell’acqua. “Ormai è tutto esaurito in molti centri: le scuole sono agli sgoccioli e, soprattutto per i genitori con figli all’asilo o alle elementari, è corsa al campo estivo, un modo per impiegare il tempo dei piccoli di casa tra la fine della scuola e l’inizio delle vacanze in famiglia. I tempi e gli impegni dei corsi variano molto, ma dopo aver contattato diversi centri, possiamo stimare un costo medio di 100 euro a settimana", spiega all’Adnkronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani. La richiesta resta alta, tanto che in molti centri hanno il tutto esaurito per le prime settimane di giugno: “I bambini di 3-11 anni, quelli che più frequentano questi centri, sono 5 milioni - spiega Farnetani - Un terzo dopo la fine delle scuole viene seguito dai nonni, mentre gli altri hanno genitori che lavorano e per i quali occorre trovare una soluzione ponte fra la fine delle lezioni e la partenza per le vacanze”. L’offerta è variegata e basta navigare un po’ sul web per trovare miriadi di possibilità: dai centri sotto casa con apertura la mattina o il pomeriggio, a quelli residenziali in campagna, montagna, mare e lago. “Per molte famiglie il campo estivo è una soluzione quasi obbligata, come sanno bene molti pediatri che si trovano, già da qualche settimana, a fare visite di controllo per rilasciare tutta la documentazione richiesta”, testimonia il pediatra autore del volume ‘Da 0 a 3 anni’. Ma come scegliere le attività, e soprattutto come riempire le lunghe giornate estive dei bambini? “La mia raccomandazione è quella di evitare il più possibile di far dormire fuori il bimbo, a meno che non sia dai nonni o dagli amichetti. L’ideale è optare per centri che offrono attività diurne e consentono al bambino di tornare a casa e dormire nel suo letto, almeno fino ai 14-16 anni”, assicura Farnetani. “È fondamentale evitare di lasciare da solo i bambino o ragazzo in casa ad annoiarsi: dunque meglio i centri estivi, che consentono ai giovanissimi di imparare cose nuove e soprattutto di stare con i coetanei. Con la crisi le vacanze in famiglia si fanno sempre più brevi, ma è importante - raccomanda - mantenere questo momento di svago e conoscenza tra grandi e piccoli di casa. E consentire al bambino di raccontare le esperienze fatte durante il giorno”, conclude Farnetani. Insomma: il nostro campo estivo "Pesci fuor d'acqua" ha tutte le caratteristiche per essere consigliabile. Cosa aspettate a contattarci per iscrivere i vostri figli?            

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