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AUTISMO: USCIAMO DALL’ISOLAMENTO

Medici e scrittori, attori e registi: la scienza, la cultura e lo spettacolo sono in prima fila il 2 aprile nella Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, voluta dall’Onu, giunta alla settima edizione. L’appuntamento clou è a Roma, nell’auditorium di San Paolo (via Ferdinando Baldelli 38), al convegno nazionale della rete di volontariato che sostiene, tra mille difficoltà, il mezzo milione di famiglie con un bambino o un adulto affetto da un disturbo così grave, persone spesso invisibili ai più. È la lotta contro l’isolamento il filo conduttore dell’iniziativa indetta da Fantasia − la federazione che lega le principali associazioni di genitori − in collaborazione con Anffas onlus e con l’unità operativa di neuropsichiatria infantile del Bambino Gesù. Partecipa l’Osservatorio epidemiologico sull’autismo della Asl Roma F. Obiettivo delle associazioni è il varo in Parlamento di una normativa che recepisca la proposta di legge da loro consegnata al Senato, due mesi fa.
A Roma come in tante altre città d’Italia e del mondo, un monumento sarà illuminato di blu e i cittadini più sensibili indosseranno un nastrino o metteranno una lampada dello stesso colore alla finestra: Light it up blue, iniziativa ideata tre anni fa da Autism Speaks, è volta a promuovere la ricerca scientifica in tutto il mondo e la solidarietà verso le persone con autismo, alle quali deve essere garantito ove possibile anche il diritto al lavoro, secondo il claim 2014 della Federazione internazionale Autismo Europa: «Autismo e lavoro, insieme si può».

I tassi d’incidenza dei disturbi generalizzati dello spettro autistico, secondo gli studi epidemiologici, sono in costante aumento. Le ipotesi circa le cause sono diverse, tuttavia non si è ancora compreso del tutto quale ne sia la reale origine. I dati relativi ai casi di autismo in Europa sono frammentari e non esistono stime ufficiali: si va da 1 caso su 133 a 1 caso su 86.
Quello che si sa con certezza è che a esserne colpiti sono più i maschi, rispetto alle femmine, con 4,5 maggiori probabilità.

Ciò che può fare la differenza nei casi di autismo è la diagnosi precoce e poi, a seguire, adeguate terapie. Ma, come segnala Il Sole 24 Ore Sanità, il Servizio sanitario nazionale passa un’ora di psicomotricità e un’ora di logopedia a settimana, a fronte delle 25 ore raccomandate di terapia.

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