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8 MARZO, LE DONNE TRA FAMIGLIA E LAVORO

Le donne tra i 25 e i 54 anni che si occupano dei figli, della famiglia, dei parenti bisognosi sono, in Italia, 8 milioni 378mila. Lo ha certificato l'Istat nel suo ultimo rapporto La conciliazione tra lavoro e famiglia, che fotografa una situazione di svantaggio per l'accesso al mondo del lavoro per le donne che hanno ruoli di cura in famiglia, soprattutto dove mancano i servizi a supporto. Uno spunto di riflessione importante in occasione della Festa della Donna. 74609 La cura dei figli, dei familiari malati, disabili o anziani impegna regolarmente circa 15 milioni di italiani, ma questo tipo di assistenza e di accudimento ricade in gran parte sulle spalle delle donne, limitandone la loro partecipazione al mercato del lavoro. Il 27,7% delle persone tra 15 e 64 anni, dice l’Istat, ha figli minori di 15 anni, il 6,7% si prende cura di altri bambini e l’8,4% di familiari adulti o anziani bisognosi di assistenza. Le donne sono coinvolte nelle responsabilità di cura più spesso degli uomini (42,3% contro il 34,5%) e anche per questo risulta più bassa la loro partecipazione al mercato del lavoro: tra le madri di 25-54 anni, la quota di occupate è pari al 55,5%, mentre tra i padri raggiunge il 90,6%. C’è una marcata relazione inversa tra partecipazione femminile al mercato del lavoro e numero di figli con meno di 15 anni: la percentuale di occupate è del 58,5% per le donne con un figlio, scende al 54% per le donne con due figli e cala ulteriormente al 33,3% per le madri con tre o più figli.sono inattive il 36% delle donne con un figlio, il 41,5% di quelle con due figli e il 62,0% delle donne con tre figli o più. Sono oltre un milione, però, gli italiani inattivi (il 24% di quelli con figli minori di 15 anni o con altre responsabilità di cura) che sarebbero disposti a lavorare se potessero ridurre il tempo impegnato nell’assistenza e accudimento. La mancanza di servizi di supporto nelle attività di cura rappresenta un ostacolo per il lavoro a tempo pieno di 204 mila donne occupate part time (il 14,3%) e per l’ingresso nel mercato del lavoro di 489 mila donne non occupate (11,6%).

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