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1.900 BAMBINI IN ATTESA DI UNA FAMIGLIA

Quasi 2mila minori in attesa di una famiglia, di un'adozione. Per la precisione, secondo l’ultima indagine del “Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza”, presentata a Bari in occasione della Conferenza nazionale, sono 1.900 i bambini e i ragazzi che vivono in famiglie affidatarie o in comunità, riconosciuti "abbandonati" dai Tribunali dei minori e quindi adottabili. Rimangono quindi in un limbo, per mesi e per anni, soprattutto nelle regioni del Sud Italia. Poco più della metà dei ragazzi in attesa di una nuova famiglia sono maschi e gli stranieri sono pari a un quinto del totale. Inoltre, il 17% dei decreti di adottabilità riguarda bambini disabili, che in questo gruppo hanno quindi un’incidenza superiore rispetto al totale della popolazione (12%). Quasi il 60 % di questi bambini è accolto in una struttura residenziale e il restante 41% è in affidamento familiare. Sempre secondo i dati del Centro, il 34% dei bambini in comunità e il 40% dei bambini in affido provengono dall’area della povertà. Il disagio nelle relazioni familiari, quindi, in molti casi è dettato da situazioni di povertà, nonostante si tratti, comunque, di un fenomeno trasversale. Le difficoltà aumentano all’aumentare del numero di figli allontanati: il peso dei problemi economici della famiglia passa dal 23% al 37% da 1 a 4 o più figli allontanati. Le associazioni chiedono di fare chiarezza su questo dato, come ha sottolineato Marco Giordano, rappresentante del Tavolo nazionale: “Occorre capire chi c’è dietro quei numeri, ma non in termini statistici. Va capito caso per caso chi sono questi ragazzi: lo stato giuridico, l’età, dove si trovano, il grado di disabilità, che cosa blocca l’adozione. Solo così si possono capire quale sono i bisogni”. Le associazioni hanno ipotizzato che tra questi casi ci possano essere affidi che perdurano da anni, in cui esiste una persona di riferimento affettivo per il minore o casi di adozioni difficili in cui il minore rimane, malgrado il decreto, per un tempo lungo in comunità. Su questo problema Marco Griffini, presidente di Ai.Bi., ricorda: «Una soluzione ci sarebbe già. E si chiama ‘banca dati dei minori adottabili’, istituita con un decreto del Ministero della Giustizia, emesso il 15 febbraio 2013, dopo dieci anni di attesa. Peccato che a distanza di oltre un anno la banca dati funzioni a macchia di leopardo: ad oggi non tutti i Tribunali per i Minorenni l’hanno resa operativa. Senza dimenticare un limite strutturale del sistema affido/adozione. Gli enti autorizzati non hanno la possibilità di incrociare i dati delle famiglie disponibili all’adozione, con i bambini effettivamente adottabili. Mentre con un loro intervento, in un lasso di tempo ragionevolmente breve, la maggior parte di quei minori adottabili troverebbe la propria famiglia.»

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